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3 anni

di Brexit

Theresa May diventa Primo Ministro inglese dopo le dimissioni di David Cameron.

Hanno inizio i negoziati del Regno Unito con l’Europa per gestirne l’uscita.

Primo Referendum sulla permanenza o sull'uscita del Regno Unito dall'EU

LEAVE

REMAIN

La Gran Bretagna invoca l’Articolo 50 del trattato dell’Unione Europea, che regola l’uscita di uno stato dall’Unione Europea.

Il piano di uscita per la Brexit proposto dal Primo Ministro Theresa May e approvato dall’Unione Europea viene messo ai voti dalla Camera dei Comuni, un mese dopo la data prefissata inizialmente. Il progetto viene rigettato con 432 contro e solo 202 a favore.

23 GIUGNO 2016

29 MARZO 2017

15 GENNAIO 2019

13 LUGLIO 2016

19 GIUGNO 2017

 51,89%

 48,11%

Hard Brexit &

Soft Brexit

Come potrebbe essere dopo?

Sono due le strade che il Regno Unito ha davanti, e le rispettive conseguenze sono molto differenti. La decisione su che via prendere non è però solo in mano al Governo inglese, ma anzi è una problematica che vede al suo interno molteplici protagonisti. La confusione in materia è molta, e anche solo stilare le definizioni risulta complesso.

Totale rinuncia al Mercato Unico dell'Unione Europea

Aumento del controllo dell'immigrazione

Regno Unito membro del Mercato Unico europeo

Libera circolazione delle persone

Finanziamento del fondo europeo

Un secondo Referendum?

26 FEBBRAIO 2019

Jeremy Corbyn, leader del partito laburista, dichiara il suo supporto per un secondo Referendum popolare, se gli accordi definiti da Theresa May con l’Europa non saranno approvati.

PRO

CONTRO

Backstop

10 MARZO 2019

Dopo un meeting a Strasburgo, Theresa May e Jean-Claude Juncker annunciano cambiamenti legali all’accordo di uscita, voluti per cercare di ottenere l’approvazione del Parlamento britannico. Uno dei punti discussi è il “backstop”, da evitare per ragioni sociali e economiche.

IRELAND

BACKSTOP

LE RAGIONI

L'ACCORDO

Europa e Regno Unito vogliono evitare la  la creazione di un “confine rigido” tra Irlanda e Irlanda del Nord, che in caso di Brexit diverrebbe  il confine tra  UK ed EU.

Oltre che economiche, sono anche socio-politiche: ciò che negli anni ‘90 mise fine agli scontri fra gruppi protestanti e gruppi cattolici fu l'istituzione di un confine libero.

Regno Unito e EU hanno inserito nell’accordo il “backstop”, un piano di emergenza. Questo prevede difatti che il Regno Unito rimanga nell’unione doganale per un tempo indefinito, a meno che le due parti si accordino per la sua uscita. Inoltre,  l’Irlanda del Nord sarà  integrata nel “Mercato Unico Europeo” a differenza del resto del Regno Unito, che potrebbe rimanerne invece escluso.

EU MEMBER

UK MEMBER

NORTHERN

IRELAND

Le trattative con l'EU

Il piano di uscita concordato con l’Europa dal Primo Ministro Theresa May viene nuovamente sottoposto al voto del Parlamento e nuovamente respinto con 391 voti contro e 242 a favore.

Deal o No Deal?

13 MARZO 2019

Viene votata e approvata dal Parlamento con 321 voti a 278 una mozione contro la soluzione “no deal”. Questa decisione non ha valore legale, quindi non esclude definitivamente la possibilità di un’uscita senza accordi per il Regno Unito, ma rappresenta comunque un segnale politico importante.

DEAL

Si tratta di un'uscita dall' Unione Europea scandita da accordi, che potrebbe portare a un cambio un po' meno radicale, per Europa e UK.  Permetterebbe infatti al Regno Unito di godere di un periodo transitorio,  nel quale non farebbe parte dell'EU ma non si vedrebbe nemmeno, per un primo momento, soggetta alle nuove tasse. Di contro, il Regno Unito avrebbe solamente la possibilità di partecipare come spettatore sulla scena politica e inoltre continuare a partecipare economicamente al fondo europeo.

NO-DEAL

Per molto tempo, data la difficoltà nel raggiungimento di ogni sorte di accordo, è stata l'ipotesi più gettonata. Questa soluzione  non prevede accordi di tipo commerciale con l’Ue, lasciando così il Regno Unito completamente da solo in caso di Brexit. La conseguenza più immediata sarebbe quindi un crollo drastico del valore della sterlina, i cui effetti si rifletterebbero inevitabilmente sulla quotidianità della popolazione inglese.

Manifestazione per un secondo Referendum

23 MARZO 2019

Per le strade di Londra, dirette verso la sede del Parlamento, un milione di persone sfilano per la Put It To The People March chiedendo al Governo inglese un secondo Referendum popolare sulla Brexit. Accompagna la protesta anche una petizione che ha raggiunto 4.5 milioni di firme, non abbastanza perché il Governo prenda in considerazione questa opzione.

1 MILIONE IN PIAZZA, PER UN TOTALE DI 4.5  MILIONI DI FIRME


DEMOCRATICO O NO?

Theresa May e

gli accordi con l’EU

Theresa May annuncia le sue dimissioni dalla posizione di Primo Ministro nel caso in cui la sua proposta di uscita concordata con l’Europa  venga accettata dal Parlamento. Questo accade dopo che molti all’interno del suo partito e non hanno criticato le decisioni che ha preso riguardo la gestione della Brexit.

Per la terza volta il Parlamento inglese rigetta il piano di uscita proposto dal Primo Ministro Theresa May, questa volta con 344 voti contro e 286 a favore.

I am prepared to leave this job earlier than I intended in order to do what is right for our country and our party

— Theresa May

Continua proroga dell’uscita dall’EU

Il vicepremier del Governo Tory, David Lidington, annuncia che il Regno Unito non sarà in grado di raggiungere una decisione sulla Brexit prima delle elezioni europee previste per il 23 maggio, e dovrà quindi parteciparvi, come concordato con l’Europa.

L’Unione Europea concede una proroga di 6 mesi alla Brexit, in modo che il Governo possa trovare un accordo e decidere sulle modalità di uscita, la nuova data concordata è quindi il 31 Ottobre 2019. Nel caso in cui si trovi un accordo il  Regno Unito potrà lasciare l’Europa anche prima  della scadenza prefissata.

Votazione per un

secondo Referendum

23 MARZO 2019

Theresa May propone la possibilità al Parlamento inglese di votare sull’opzione di secondo Referendum popolare sul tema Brexit.  Inoltre introduce l’ipotesi di un’unione doganale temporanea come soluzione al problema del confine irlandese.

MPs APPROVANO IL

SECONDO Referendum

MPs NON APPROVANO IL

SECONDO Referendum

Possibile estensione dell’Articolo 50

Approvazione della legge dal Parlamento

Viene indetto il Referendum

Il Governo è tenuto a riconsiderare le varie opzioni

no deal

elezioni

mozione di sfiducia

rinegoziazionicon l'EU

Dimissioni di

Theresa May

24 MAGGIO 2019

Il Primo Ministro inglese Theresa May annuncia le sue dimissioni che avverranno dopo le elezioni europee il 7 giugno 2019. Sarà poi il nuovo rappresentante del partito Tory a gestire le trattative Brexit.

Risultati elezioni europee

27 MAGGIO 2019

Il Brexit Party di Farage è uscito vincitore dalle elezioni europee nel Regno Unito, avendo ottenuto il 31,6% dei voti. Seguono il partito europeista liberaldemocratico con il 20,5%, il partito laburista guidato da Corbyn con il 13,4%, e il partito conservatore fermo al 9,1%. L’affluenza alle urne si è però fermata al 37%, sotto la media del 50% nel resto dell’Europa.

Farage

May

Corbyn

31,6%

13,4%

12 MARZO 2019

27 MARZO 2019

11 APRILE 2019

29 MARZO 2019

7 MAGGIO 2019

Il Regno Unito potrebbe rischiare di avere meno mercato, con costi più alti, ma uguale immigrazione

Tutti vorrebbero un secondo Referendum su argomenti diversi

Il popolo ha deciso di uscire dall’EU, ma non ha accettato le condizioni di uscita

Un secondo Referendum porterebbe con sé un rischio di rivolte del popolo  altissimo

Dopo la denuncia delle fake news, sarebbe giusto

permettere al popolo di decidere nuovamente

La maggioranza ha già deciso, indire un n uovo Referendum sarebbe tutt’altro che democratico

9,1%

COSA SUCCEDERÀ ADESSO?

 

CONSEGUENZE

Progetto universitario ideato dal gruppo Nemo, composto da Carlotta Bacchini, Matilde Balestri, Matteo Balestrini, Sara Davì, Tea Firmo, Pietro Forino e Marta Sironi. Realizzato per il corso di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi tenuto dal professore Matteo Ciastellardi e dal cultore della materia Stefano Calzati.

Politecnico di Milano | Scuola del Design | Design della Comunicazione | a.a. 2018/2019

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