CONSEGUENZE

Lavoro:

I lavoratori meno qualificati (come camerieri e lavapiatti) fino al 2025 avranno la possibilità di avere un visto per entrare nel Regno Unito anche senza avere già un contratto di lavoro, ma potranno restarci solo per un periodo di 12 mesi, dopo il quale non potranno rientrare se non dopo un altro anno.

Per i lavoratori qualificati, di cui il Regno Unito ha bisogno, saranno considerati come cittadini extracomunitari, il visto durerà 5 anni dopo i quali potrà essere richiesta la residenza fissa e la cittadinanza.

Educazione:

Gli studenti europei dovranno pagare le quote di iscrizione previste per gli studenti internazionali che si aggirano tra i 16 e i 22 mila euro l’anno, rispetto ai 12 mila euro che pagano oggi essendo considerati alla pari di quelli inglesi. Per quanto riguarda il programma Erasmus, grazie agli accordi con l’Europa, le attività intraprese prima della data di uscita fissata non verranno interrotte, ma senza di essi il Regno Unito sarebbe escluso dal progetto.

Turismo:

I cittadini europei avranno a disposizione un periodo di 6 mesi per visitare liberamente il Regno Unito con passaporto o carta d’identità. In futuro però potrebbe essere richiesto agli europei di dotarsi di un’autorizzazione come l’ESTA per viaggiare nel Regno Unito.

 

Confini:

Senza accordi il Regno Unito sarà considerato come un paese extra-comunitario e questo cambierebbe le dinamiche sui confini, in modo particolare sugli scambi. Questo ha un significato particolare rispetto all’unico confine terreno tra Europa e Regno Unito, ovvero il confine tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda. La possibilità che questo si trasformi in un confine rigido avrebbe un impatto enorme su ogni sfera della vita degli irlandesi, tra cui il lavoro, la salute e gli scambi commerciali.

Economia:

Dopo il Referendum del 2016 il valore della Sterlina è diminuito (del 12% circa) portando ad una diminuzione del potere d’acquisto della moneta. I prezzi dei beni importati in Gran Bretagna e esportati in Europa, nel caso di un’uscita senza accordi, aumenterebbero anche a causa dei dazi doganali. Proprio per questi motivi molte aziende hanno deciso o stanno pensando di spostare la produzione dal Regno Unito.

 

RESTART

Progetto universitario ideato dal gruppo Nemo, composto da Carlotta Bacchini, Matilde Balestri, Matteo Balestrini, Sara Davì, Tea Firmo, Pietro Forino e Marta Sironi. Realizzato per il corso di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi tenuto dal professore Matteo Ciastellardi e dal cultore della materia Stefano Calzati.

Politecnico di Milano | Scuola del Design | Design della Comunicazione | a.a. 2018/2019

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